Bianco o Nero

Bianco o Nero

Bianco o Nero è il nome della prima personale di Leo, artista affermatosi negli ultimi anni nell'ambito della Street Art in prestigiose collettive tra cui quella tenutasi al Museo di arte moderna di San Paolo del Brasile a cura di Vittorio Sgarbi.

Il progetto della mostra, curata da Luca Tommasi, si articola su due sedi.

A Milano, presso la Fondazione Matalon, verranno esposte una trentina di tele, alcune di grande formato.

A Monza, presso lo spazio di Piazza Duomo l'artista esporrà invece 15 carte dedicate a "I bambini di Haiti", un diario nel dramma del terremoto attraverso gli sguardi dei più piccoli.

Bianco o Nero esprime il concetto di radicalizzazione della società contemporanea dove quotidianamente l'individuo è portato a scegliere in maniera manichea in ogni ambito del vivere.

E' una polarità cromatica tra i due non colori per eccellenza, metafora di una polarità anche sociale, politica, economica: destra e sinistra, ricchi e poveri, nord e sud, mondo evoluto e terzo mondo, Cristianesimo e Islam. La normale dialettica è oggi una radicalizzazione che ci vede schierati sulle barricate, a difesa della nostra parte, del nostro benessere, della nostra fede, con la paura di cedere terreno all'altro e con il rischio di erigere nuovi muri.

Chi è immune a tutto ciò? Chi sa vedere le cose senza pregiudizi? I bambini, gli stessi che Leo ha fatto oggetto principale della sua pittura dall'inizio della sua attività artistica.

Il bambino è l'uomo libero dai pregiudizi, disposto a conoscere e ad accogliere la novità, convinto che tutto sia possibile e nulla precluso. E' l'uomo che non ha smesso di sognare. E' il nostro lato più intimo, quello che da adulti tendiamo talvolta a soffocare e non ascoltare.